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🬧 The NomadNet Encyclopedia | Archives | Info
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Nadro
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top
«Più oltre si vede Nadro riguardevole di fabriche, e d'habitanti, con pezzi d'alcune torri, che l'indicano per il passato sia stato luogo di giurisdittione signorile, e porta pur di presente fama la sua parochiale di s.Gervasio, e Protaso di politezza, e d'ornamenti.»

(Gregorio Brunelli, «Curiosi trattenimenti contenenti ragguagli sacri e profani dei popoli camuni», 1698cite-ref-1[1])

mwfqNadro ([[Alfabeto fonetico internazionale|IPA]]: {{IPA|['baːri]}}, mwfgNàder in dialetto camunocite-ref-ref-a-2-0[2]) è una mwgwfrazione di 655 abitanticite-ref-3[3] del mwiacomune italiano di mwiqCeto, in mwigVal Camonica, mwiwprovincia di Brescia, mwjaLombardia.

Il paese è posto a circa 75mwjg mwjwkm da mwkaBrescia alla quale è collegato dalla mwkqstrada statale 42 del Tonale e della Mendola che termina, dal 14 settembre mwkg2005, proprio in uno svincolo all'altezza della frazione, in attesa della prosecuzione dei lavori.cite-ref-strada-4-0[4]

Il territorio di Nadro confina con tre diversi comuni: a mwmaest quello di mwmqCimbergo, a mwmgnord quello di mwmwCapo di Ponte e ad mwnaovest quello di mwnqOno San Pietro. Il capoluogo comunale, mwngCeto, è invece posto più a mwnwsud, oltre il torrente mwoaFigna.

Il centro storico si sviluppa dall'antico nucleo medievale formato da una mwogcasatorre, e prosegue lungo una direttrice nord-sud seguendo strada principale chiamata mwowvia Piana.

Il paese si inserisce nel sistema delle mwpqincisioni rupestri della Valcamonica in quanto ingresso principale alla vasta area della mwpgriserva naturale Incisioni rupestri di Ceto, Cimbergo e Paspardo; ospita inoltre il museo didattico della riserva.

Contents

Clima
Storia
Strade
Sport
Note

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Geografia fisica

Territorio

Il territorio della frazione di Nadro è compreso in un dislivello di circa 300 metri: esso declina da un'area montuosa ad oriente, che sfiora i 640 mwtgm s.l.m. della località Figna-Cornasella (al confine col comune di mwtwCimbergo), fino ad un'area pianeggiante presso le sponde del fiume mwuaOglio, a circa 360 mwuqm s.l.m. Il centro storico del paese giace invece a 421 mwugm s.l.m., disposto a metà tra i due punti sopracitati.

Il settore orientale, posto più a monte tra il confine col comune di mwvaCimbergo e l'abitato storico, presenta una vasta area boschiva facente parte della mwvqRiserva naturale Incisioni rupestri di Ceto, Cimbergo e Paspardo; in questo luogo sono molto diffusi numerosi alberi di mwvgcastagno, qualche mwvwabete ed alcuni alberi di mwwanoce scendendo di quota verso il paese.

Ad mwwgoccidente, tra l'abitato ed il fiume mwwwOglio, è invece presente un'area pianeggiante, un tempo adibita a coltivazione, oggi per gran parte urbanizzata e sede della zona industriale di mwxaCampagnelli. In quest'area, soprattutto lungo l'area limitrofa al fiume Oglio, sono riscontrabili alberi di mwxqrobinia, i quali, importati in mwxgEuropa nel mwxwXVII secolo, si è diffusa in modo infestante soffocando le specie autoctone. Data la rapidità della sua crescita di questa piante oggigiorno è ampiamente adoperata come mwyalegna da ardere ad utilizzo domestico.

Idrografia

L'abitato si dispone alla destra idrografica del torrente mwaaFigna, il quale discende dal territorio di mwaqCimbergo e termina il suo corso congiungendosi al fiume mwagOglio. Questo torrente segnava l'antico confine tra le comunità di Ceto e Nadro.

L'importanza di questo torrente nel passato è riscontrabile nel lungo processo che, a cavallo del mwbqXV secolo, oppose la mwbgvicinia di Nadro e quella di mwbwCimbergo, e che si risolse solamente con l'intervento diretto del mwcagoverno veneziano.cite-ref-5[5]

Poco sotto l'abitato, in una zona compresa tra la via Nazionale ed il paese stesso, è visibile un enorme canale coperto costruito nel mwdg1926, il quale convoglia le acque di diversi torrenti della mwdwVal Camonica a fini idroelettrici. La condotta inizia presso il paese di mweaCedegolo e termina a mweqCividate Camuno.cite-ref-6[6]

A seguito degli mwfweventi alluvionali del luglio 1987, che colpirono non solo la mwgaValtellina, ma anche alcuni comuni della mwgqVal Camonica, vennero effettuate nel mwgg1988 delle opere di bonifica e sistemazione degli argini dalla mwgwFigna, soprattutto nel suo tratto finale.cite-ref-7[7]

Orografia

Il paese di Nadro, situato nel cuore della media mwkaVal Camonica, è adagiato alle pendici del mwkqPizzo Badile Camuno, possente montagna calcarea del mwkggruppo dell'Adamello. L'abitato è quindi rivolto ad ovest, verso il monte mwkwConcarena, anch'esso d'origine calcarea ma facente parte delle mwlaPrealpi Orobiche.

Durante gli mwlgequinozi, due volte l'anno, si osservano spettacolari giochi di luce creati dal mwlwsole che sorge e tramonta dai due monti sopraccitati. Alcuni studiosi, come mwmaAusilio Priuli, rilevano come potrebbe esserci relazione di tipo mistico-religioso tra le mwmqincisioni rupestri, sia della vicina area della riserva che con quelle del comune di mwmgCapo di Ponte (circa l'80% dell'intero patrimonio della mwmwVal Camonica si trova in questa zona), e la scenograficità di questi due monti.cite-ref-8[8] Altri, come Umberto Sansoni, hanno una opinione del tutto opposta.cite-ref-9[9]

A questi fenomeni è legata anche una festa del paese, la mwpqFesta delle due albe.

Clima

Appartenendo al comune di mwqaCeto è mwqqclassificato climaticamente all'interno della fascia mwqgE, sebbene il suo orientamento ad mwqwovest differisca dalla disposizione del capoluogo a mwrasud-mwrqovest.cite-ref-10[10]

Durante l'inverno le temperature oscillano tra i -10 mwsw°C della mattina e i 12 mwta°C del pomeriggio. Il paese, a causa della sua posizione sul versante orientale della valle, è raggiunto dalla mwtqluce del sole solamente verso le ore 11:00.

D'estate il clima è molto più mite, ed il mwtwsole, data anche la diversa conformazione delle montagne, lambisce l'abitato già a metà mattina, riscaldando il territorio sino a superare i 25 mwua°C. Nella stagione primaverile, infine, sono frequenti gli episodi di mwuqfavonio (mwugföhn).cite-ref-11[11]

Origini del nome

Il nome del paese dovrebbe significare "valle scoscesa, canale ripido o luogo oscuro".cite-ref-12[12]

Enrico Tarsia, così come lo Gnaga e l'Olivieri, sostengono che possa derivare dall'aggettivo mwyglatino mwywater, unito alla preposizione "in", che ha il significato di "oscuro", anche qui forse con allusione alla posizione poco soleggiata del paese.cite-ref-referencea-13-0[13]

Storia

La prima frequentazione umana nella zona di Nadro risale probabilmente al periodo mw2amesolitico. Precedentemente, durante il mw2qpaleolitico, l'intera mw2gVal Camonica si trovava ancora al di sotto di una spessa coltre di ghiaccio causata dalla mw2wglaciazione di Wurm.

Presso l'area della riserva naturale delle incisioni rupestri, a poche centinaia di metri da Nadro, è stato ritrovato un riparo sottoroccia con focolare preistorico e mw3qmicroliti, databili a circa 9mw3g 000 anni fa.cite-ref-14[14]

Sono inoltre riscontrabili, presso i grandi lastroni di mw5aarenaria ricchi di mw5qpetroglifi, incisioni databili sicuramente dall'mw5getà del rame, del mw5wferro, fino al mw6amedioevo, lasciando presupporre una continua antropizzazione del territorio durante tutto questo periodo.

Le mw6gincisioni rupestri osservabili a fianco raffigurano non solo elementi zoomorfi, antropomorfi, oggetti, armi, figure di capanna, ma anche alfabetari che rappresentano l'antico mw6walfabeto camuno.cite-ref-15[15]

Non sono pervenute documentazioni precise del periodo compreso tra l'mw8qetà dei metalli e la mw8gcaduta dell'Impero romano d'Occidente ma si sa che a partire dal mw8w774 anche Nadro, come tutta la mw9aVal Camonica, divenne feudo dei monaci benedettini di mw9qTours, grazie alla mw9gdonazione di Carlo Magno.

Tra il mw-aX e l'mw-qXII secolo il borgo di Nadro gravitò nell'orbita dei feudatari vescovili De Figna, probabilmente discendenti da un ramo della mw-gfamiglia Martinengo.

È da notare in proposito come il cognome di questa casata permanga come toponimo sia per una zona a monte di Nadro, sia per il mw-atorrente che scorre accanto al paese. Gli storici non sono concordi, però, sul fatto che i feudatari abbiano mantenuto il nome del luogo d'origine, o viceversa, il toponimo sia derivato proprio da loro. Certo è che vi fosse un castello presso la località Figna, un tempo forse sede di una dogana sulla strada degli mw-qalpeggi della mw-gVal Paghera.cite-ref-16[16]

La famiglia De Figna governò Nadro fino al mwaqq1302. In seguito, il 14 ottobre mwaqu1336, il mwaqyVescovo di Brescia mwaqcJacopo de Atti assegnò i diritti delle mwaqgdecime a Maffeo e Giroldo della famiglia Botelli di mwaqkCemmo.cite-ref-17[17] In seguito, però, questi ultimi caddero in disgrazia agli occhi del Vescovo quando, per accaparrarsi i beni ecclesiastici, si allearono con i mwaq4ghibellini mwaq8Federici.

È riportato da Gregorio Brunelli che nel mwaru1397, al momento della mwarypace di Breno, i Botelli inviarono per Nadro Salvagnirio di Antonio e Andreolo Bettoni a schierarsi dal lato ghibellino del fiume mwarcOglio.cite-ref-18[18]

Il 13 ottobre mwar01423 Giovanni Gaioni da mwar4Edolo si vide confermare le rendite (concesse dal vescovo di Brescia mwar8Guglielmo Pusterla già nel mwasa1408) di Nadro. I Gaioni erano una famiglia ghibellina proveniente da Edolo, concorrenti dei Federici in alta Val Camonica. Essi si sostituirono ai Botelli ed a loro si deve la riedificazione della mwasecasa torre, che domina ancora oggi il paese.cite-ref-19[19]

A partire dal mwasc1454, quando la Valle Camonica divenne parte della mwasgTerraferma Veneziana, il potere dei feudatari venne ridimensionato a favore delle amministrazioni locali, chiamate mwaskvicinie. Esse erano un'antica istituzione di autogoverno degli abitati, formata dai capifamiglia originari di un paese, al fine di gestire i beni comuni quali i boschi, le acque, i ponti, le strade. Non vi erano compresi i nobili, gli ecclesiastici e gli stranieri.

Il giorno 22 aprile mwass1474 è riportato che si presentarono dal mwaswCapitanio di Valle a mwas0Breno due rappresentanti della vicinia di Nadro al fine di accusare la comunità di mwas4Cimbergo di interrompere il flusso dell'acqua del torrente mwas8Figna, che alimentava i mwatamulini del paese.

Agli abitanti di Cimbergo, che utilizzavano l'acqua per irrigare la campagna, venne intimato dalle autorità veneziane di non interrompere il corso del torrente. Sebbene la sentenza fosse stata emessa, la questione continuò a riproporsi per tutto il mwatiCinquecento.cite-ref-20[20]

Nell'mwatgautunno del mwatk1578 il mwatovescovo di Brescia mwatsDomenico Bollani compì una mwatwvisita pastorale nella Valle Camonica. Della parrocchia di Nadro riporta:

(latino)

«Intra latitudinem suae parochiae continetur animae 350, communionis autem 150»

(italiano)

«All'interno del territorio della sua parrocchia sono contenute 350 anime, di cui 150 ammesse alla comunione»

(Relazione della visita pastorale fatta in Valcamonica (versante sinistro) da Giorgio Celeri dal 20 luglio al 20 settembre 1578, Silvino Tarsiacite-ref-21[21])

Nel mwauoCatastico Bresciano di mwausGiovanni Da Lezze del mwauw1609 si legge:

«Questo territorio produce biave di due raccolti, et anco vini, ma debili et acerbi alquante castagne, et pochi fieni. Li habitanti sono tutti contadini, che attendono l'agricoltura, et alcuni alla ferrarezza, et vi sono due mulini, una rasica et doi fusine de asale.»

(cite-ref-22[22])

Anche nell'mwavmestimo del mwavq1645 si ricordano i mulini di Nadro:

(latino)

«Alia duo molendina pro uso terre Nadro a Medio et alla Valle una cum pistono»

(italiano)

«Altri due mulini nella terra di Nadro a Medio e alla Valle con il

pestono

»

Nelle deliberazioni del mwavc1474 si distinguevano i due mulini chiamandone uno mwavgrodanum e l'altro mwavkpiganzolum; il secondo, è annotato, consumava più acqua.cite-ref-23[23]

Nel mwav81797, con l'arrivo di mwawaNapoleone e la nascita della mwaweRepubblica Cisalpina, vennero instaurati i comuni ed abolite le vicinie ed i privilegi feudali. Nel febbraio mwawi1798, a seguito della legge "6 ventoso anno VI" del cantone di Montagna, il comune di Nadro venne unito a quello di mwawmCeto, col nome di mwawqCeto e Nadro.cite-ref-24[24] Il primo sindaco del neonato comune fu tale Cristoforo Gaioni. L'ultimo rampollo della nobile famiglia Gaioni, Giovanni Bettino, morì invece decapitato per un colpo di mannaia infertogli da Paolo Pezzoni nel mwawk1856.cite-ref-25[25] Tra il mwaw41816 ed il mwaw81859 il comune sarà denominato mwaxaCeto con Nadro, mentre dal mwaxe1859 Nadro sarà declassato a frazione, comparendo nel nome solo mwaxiComune di Ceto.cite-ref-26[26]

Nel mwaxg1858 la Valle Camonica venne formalmente annessa al mwaxkRegno d'Italia; il paese di Nadro, visitato in questo anno dal vescovo di Brescia mwaxoGirolamo Verzeri, contava 418 abitanti di cui 275 ammessi alla mwaxscomunione.cite-ref-27[27]

A partire dalla crisi agricola del mwaye1870 diversi abitanti di Nadro, come molti in Val Camonica, scelsero l'mwayiemigrazione, soprattutto verso gli mwaymStati Uniti d'America e l'mwayqArgentina. Lo spopolamento continuò, con situazioni altalenanti, fino al secondo dopoguerra. Nei primi anni del mwayuXX secolo la popolazione del paese era di circa 560 persone, e lungo la strada statale sorsero le prime sei case.cite-ref-28[28]

Tra il mways1927 ed il mwayw1947 il comune di Ceto, e conseguentemente il territorio di Nadro, venne unito al comune di mway0Cerveno, in ottemperanza alle leggi mway4fasciste che accorpavano i piccoli comuni, dando origine al comune di mway8Ceto-Cerveno.cite-ref-29[29]

Nel mwazu1962 venne inaugurata la zona industriale in località Campagnelli, mentre nel mwazy1983 fu istituita la mwazcriserva naturale Incisioni rupestri di Ceto, Cimbergo e Paspardo.

Antichi Originari

Gli mwaz8Antichi Originari erano, al tempo delle mwaaavicinie, i capifuoco delle famiglie native del paese: essi erano gli unici che avevano il potere di deliberare nei consigli, mentre i nobili, gli ecclesiastici e gli stranieri (anche se residenti da diverse generazioni nel paese) ne erano esclusi. I cognomi degli mwaaeOriginari di Nadro, riportati nei registri della mwaaivicinia, erano:cite-ref-30[30]

• Appolonia (nei documenti antichi mwaakPolonia)
• Battistini
• Donina
• Pezzoni
• Vaiarini
• Zana (oppure mwaa8Zuana)

Feudatari locali

Famiglie che hanno ottenuto l'mwabiinfeudazione vescovile dell'abitato:

| Famiglia | Stemma | Periodo |
|---|---|---|
| De Figna | | ? - 1302 |
| Botelli | | 1302 - 1423 |
| Gaioni | | 1423 - 1797 |

Ricorrenze

• Fine aprile: mwadkFesta delle due albe. Il nome deriva da un curioso gioco di luce che avviene alle spalle dell'abitato. Il sole, nel periodo degli mwadoequinozi, sorge in una prima alba in una conca alla sinistra del mwadsPizzo Badile Camuno.

Di seguito, innalzandosi nel cielo, esso viene nuovamente coperto da un angolo dello stesso monte, per poi risorgere una seconda volta: da qui la definizione di mwad4due albe. Questo spettacolo può essere ammirato solo posizionandosi sull'altro versante della vallata rispetto a Nadro.

• 15 agosto: mwaeefesta dei mwaeisanti Gervasio e Protasio, patroni del paese.

Sebbene la data della commemorazione liturgica sia il 19 giugno, essa viene posticipata nel paese di Nadro fino al giorno di mwaeuferragosto. Questa tradizione deriva dal fatto che, un tempo, molti abitanti lavoravano per lunghi periodi dell'anno lontani dal paese; rientrando a Nadro per la licenza del 15 agosto vi era un gran festa per la quale si celebrava non solo il riposo lavorativo, ma anche quella dei due santi patroni.cite-ref-31[31]

• 29-30 novembre: mwaewTresende in festa. In questi giorni, durante gli anni pari, le antiche case ed i giardini del paese di Nadro vengono aperti alla visita di stranieri, curiosi e vicini. L'evento è biennale.

Monumenti e luoghi d'interesse

Architetture religiose

• La mwafychiesa parrocchiale dei Santi Gervasio e Protasio. Lo studioso don Alessandro Sina ritiene che la fondazione della struttura sia attribuibile ai monaci di mwafcTours,cite-ref-32[32] presenti in Valle Camonica nell'mwafwVIII secolo. Venne rimaneggiata più volte nella sua storia: nel mwaf0XVI secolo, dopo la visita di mwaf4San Carlo Borromeo in mwaf8Val Camonica, alla fine del mwagaXVIII secolo e dopo il rovinoso incendio del mwage1895. In questo stesso anno venne riaffrescata dal pittore di mwagiesinese mwagmAntonio Guadagnini.

Architetture civili

• La mwagcCasa-torre medievale, alta circa 30mwagg m, ampliata dalla nobile famiglia Gaioni nel mwagkXV secolo, domina il centro del paese. Essa si sviluppa da una costruzione antecedente, forse del mwagoXIII secolo, di cui rimangono poche tracce.cite-ref-33[33]

Da questa struttura si diramano due stradine medievali, mwahavia Voltazzi e mwahevia Crodobbio, le quali raggiungono la piazza del paese attraverso le antiche case del centro storico. Esse sono disposte una di fianco all'altra e formano quasi un unico edificio; le facciate sono ricche di mwahiportali, che celano dei cortili privati.

Aree naturali e siti archeologici

• La Riserva naturale Incisioni rupestri di Ceto, Cimbergo e Paspardo. È una vasta area di quasi 300 mwahsettari, nata nel mwahw1983 per valorizzare il patrimonio artistico della mwah0Val Camonica. Essa comprende le parti occidentali dei comuni di mwah4Paspardo e mwah8Cimbergo, e la parte settentrionale del comune di mwaiaCeto, nella fattispecie il territorio di Nadro. L'accesso dal paese avviene attraverso la mwaievia delle Acquane, che raggiunge la località Foppe, dove sono presenti le ricostruzioni di due abitazioni preistoriche. Il sentiero prosegue lungo le numerose rocce istoriate con mwaiiincisioni rupestri. I mwaimpetroglifi presenti rappresentano differenti periodi storici che vanno dall'mwaiqetà del rame fino all'mwaiuetà medievale.

Società

Religione

Nella frazione di Nadro sono presenti numerose famiglie mwajicristiano-mwajmcattoliche, ma anche alcuni residenti di fede mwajqislamica.cite-ref-34[34]

Il luogo di culto mwajocattolico principale è la mwajschiesa parrocchiale dedicata ai mwajwSanti Gervasio e Protasio, eretta sul lato nord del paese. Vi è anche una piccola chiesetta, ancora più a nord, sulla mwaj0via delle Aquane, conosciuta come la mwaj4santella dell'Addolorata, dove si celebrano tradizionalmente le messe prefestive durante il periodo mwaj8estivo.

Il mwakecimitero, dalle caratteristiche murature bianche, si trova a settentrione del paese, posto tra le due costruzioni mwakicattoliche.

Sono presenti sul territorio diverse mwakqsantelle:

• sulla strada che porta dalla località Zurla a località Foppe,
• in località Campagnelli,
• in località Giarelli,
• all'incrocio tra via Donatori di sangue e via Alberto Tarsia, presso il torrente mwakoFigna,
• sul lato meridionale del paese, in via Medio, presso il torrente mwakwFigna.

I mwak4registri parrocchiali, che iniziano ad essere compilati dai mwak8parroci della mwalaparrocchia a partire dal mwaleConcilio di Trento, permettono di ottenere informazioni circa il numero di abitanti e le loro relazioni negli ultimi cinquecento anni. Nel secondo dopoguerra viene certificata l'esistenza dei seguenti registri presso la mwalichiesa parrocchiale:cite-ref-35[35]

• Libro dei Battezzati (1572-1945)
• Libro dei Cresimati (1581-1934)
• Libro dei Matrimoni (1572-1945)
• Libro dei Morti (1613-1945)

È nota la lista di tutti i parroci di Nadro sin dal mwal0XIII secolo.cite-ref-36[36]

Tradizioni e folclore

Gli mwamoscütüm sono nei dialetti camuni dei mwamssoprannomi o nomignoli, a volte personali, altre indicanti tratti caratteristici di una comunità. Quello che contraddistingue gli abitanti di Nadro è mwamwMataràne (uccisori di rane)cite-ref-ref-a-2-1[2] o mwaneMucì.

Vi è una leggenda popolare che narra di una frana che portò al seppellimento del paese: l'abitato secondo la tradizione si trovava un tempo più a nord, nei pressi della chiesetta dell'Addolorata. Una vicenda simile è narrata sia per l'abitato di mwanmZero, oggi scomparso, a mwanqCapo di Ponte, che per il paese di mwanuOno San Pietro.cite-ref-referencea-13-1[13]

L'ultima notte dell'anno era tradizione che i giovani, entrando nei cortili, nelle stalle, e in altri ambienti incustoditi, cercassero botti, attrezzi, strumenti e carri e li portassero sul mwanssagrato della mwanwchiesa. Il mattino seguente gli autori dei misfatti si recavano sulla piazza per vedere lo spettacolo dei proprietari che venivano a ritirare la loro merce, non senza lanciare invettive.cite-ref-37[37]

Esistono nel mwaoifolklore della mwaomVal Camonica alcuni mwaoqproverbi in dialetto camuno riguardanti Nadro:

• mwaoc Hét e Nàder tücc bindù e làder. Nàder e Hét tücc bùna zét. È un gioco di parole che contraddice nella seconda parte quanto detto nella prima: mwaogCeto e Nadro hanno gli abitanti poco raccomandabili, tutti lazzaroni e ladri. Mentre Nadro e Ceto hanno tutta brava gente.cite-ref-38[38]

Cultura

Istruzione

Scuole

La mwapescuola dell'infanzia sorge a meridione dell'abitato, lungo la mwapistrada provinciale 88, e risalta per il colore rosa con cui è stata dipinta a metà degli mwapmanni novanta. Un tempo l'edificio era anche sede delle mwapqscuole primarie, ma, in seguito alla riorganizzazione voluta dal comune, queste sono state accorpate a quelle di mwapuCeto ed a Nadro è rimasta solo la mwapyscuola dell'infanzia.

La mwapgscuola dell'infanzia è intitolata al benefattore locale mwapkGiuseppe Vaiarini che nel mwapo1930, alla sua morte, lasciò tutti i propri beni al fine di istituire un asilo infantile per la parrocchia di Nadro.

Tra il mwapw1933 ed il mwap01956 l'asilo fu gestito dall'Ente morale dell'"Asilo infantile Vaiarini"; in seguito divenne di proprietà comunale. L'Ente ed il suo patrimonio, estinti da una deliberazione della giunta regionale della mwap4Lombardia nel mwap82004, fanno ora parte della mwaqaparrocchia dei mwaqeSanti Gervasio e Protasio di Nadro, con vincolo di mandato.cite-ref-39[39]

Musei

Il "Museo didattico della riserva" sorge al centro del paese, nei pressi della mwaqwchiesa parrocchiale. È stato ricavato da un'antica abitazione che si affaccia su un cortile interno alla quale si accede da un portale in mwaq0tonalite datato 1544. Contiene ricostruzioni, calchi d'mwaq4incisioni rupestri della Valcamonica, pannelli esplicativi, tutto in un'area disposta su due piani; all'interno è anche possibile effettuare dei laboratori didattici di arte e vita preistorica.

Geografia antropica

Urbanistica

È possibile suddividere il territorio urbanizzato della mwaryfrazione in tre settori:

1. Nadro paese

È l'abitato storico, con la caratteristica mwaroCasatorre che svetta di fianco alla mwarschiesa parrocchiale dei santi Gervasio e Protasio. Il paese, che sorge lungo mwarwvia Piana, ha nel suo centro una piccola piazza, dedicata al benefattore locale Giuseppe Vaiarini, nella quale è eretto un monumento in mwar0granito intitolato mwar4Porta della vicinia. Dalla via principale dipartono:

• via Voltazzi e via Crodobbio, che s'incontrano presso la casa-torre Gaioni;
• via Torchio, che termina presso il sagrato della chiesa;
• via Predolino, che si dirige a est verso il bosco della riserva;
• via Medio, che costeggia il torrente mwasqFigna, nella zona a sud del paese.

2. Via Nazionale

È una zona urbana sorta lungo la via Nazionale, toponimo con il quale si indicava (prima dell'apertura della variante nel mwasg2005) la mwaskstrada statale 42 del Tonale e della Mendola, che precedentemente attraversava la parte bassa del paese; scorre di fianco alla mwasoferrovia Brescia-Iseo-Edolo. Proviene da sud dalla frazione di mwassBadetto e attraversa le località Giarelli, Campagnelli e Termen.

3. Via donatori di sangue e via Alberto Tarsia

Sono due strade che si incontrano all'altezza del torrente mwas8Figna, comprese tra la via Nazionale e la mwatastrada statale 42 del Tonale e della Mendola. Attorno ad esse sorge una tranquilla zona residenziale, costruita a partire dagli mwateanni settanta.

Località

• Campagnelli: settore compreso tra località Giarelli e Termen, è sede della zona industriale.
• Figna: località dallo stesso nome del torrente mwat4Figna, era un tempo sede di un abitato medievale; è al confine settentrionale tra i territori di Nadro e mwat8Cimbergo, a oriente della località Foppe.
• Foppe: cinquecento metri a nord di Nadro, immersa nel bosco, questa località è il cuore dell'area della riserva naturale. Incisioni rupestri di Ceto, Cimbergo e Paspardo; altri micro-toponimi che attorniano questa zono sono: i prà de Naquane, i Verdi, la Corna Secca, i Sarisei, la Löa, i Ruc, Dos Cùi.
• Giarelli: località che si pone alla confluenza della via Nazionale con la nuova variante della mwauistrada statale 42 del Tonale e della Mendola (dal mwaum2005 è termine della strada).
• Termen: la zona più a nord, al confine con il comune di mwauuCapo di Ponte (Térmen in dialetto camuno indica il confine, il "termine").
• Zurla: è una vasta area boschiva, ricca di lastroni istoriati con mwaucincisioni rupestri.

Economia

Agricoltura

L'agricoltura era l'attività predominante del paese fino al secondo dopoguerra; i terreni più ampi e fertili si trovavano nella parte pianeggiante della frazione, presso il fiume mwausOglio. Da tempi più recenti non sono molti i campi coltivati, gran parte dei quali si sono resi edificabili.

La coltivazione della mwau0vigna, un tempo molto diffusa, è rimasta ad uso di pochi; sono comunque ancora visibili sul territorio i mwau4terrazzamenti (mwau8ruc, mwavaronchi, in dialetto camuno) ed i sostegni granitici dei vigneti. Al centro del paese esisteva un tempo un mwavetorchio vinario; oggi ne rimane il ricordo solo nel nome della strada: appunto, via Torchio.

Un tempo era diffusa anche la mwavmgelsicoltura per l'allevamento dei mwavqbachi da seta, così come la raccolta di mwavunoci e mwavycastagne a scopo alimentare. Oggi rimangano molte piante di questo genere nei territori di Nadro, attorniate da una folta boscaglia di mwavcabeti (mwavgpaghér in dialetto camuno) e mwavkrobinie che fanno da cornice alla riserva naturale. Incisioni rupestri di Ceto, Cimbergo e Paspardo e da prodromi al mwavoParco regionale dell'Adamello.

Industria

La zona industriale di Nadro si sviluppa in un'area compresa tra le località Campagnelli e Giarelli, di fianco alla mwaweStrada statale 42 del Tonale e della Mendola. Una decina di imprese hanno posto qui la loro sede a partire dagli mwawianni novanta.

Importante per lo sviluppo della zona fu l'apertura, nel secondo dopoguerra, della fabbrica tessile Nuova Manifattura Brenese, del gruppo tessile mwawqNiggeler & Küpfer. Lo stabilimento venne inaugurato nel mwawu1962 dall'allora mwawypresidente del consiglio mwawcEmilio Colombo.cite-ref-40[40]

Infrastrutture e trasporti

Strade

La nuova variante della mwaw8Strada statale 42 del Tonale e della Mendola, aperta il 14 settembre mwaxa2005, si riunisce alla vecchia strada della mwaxeVal Camonica all'altezza della località Giarelli, nell'attesa del proseguimento dei lavori.cite-ref-strada-4-1[4]

Essa sopraggiunge dalla frazione di mwaxcBadetto, sempre nel comune di mwaxgCeto, attraverso la galleria intitolata mwaxkMario, e si interrompe in uno svincolo obbligatorio proprio ai piedi dell'abitato di Nadro. In questo punto la mwaxoStrada statale 42 del Tonale e della Mendola si interseca con la mwaxsstrada provinciale 88, la quale parte dalla via Nazionale e conduce agli abitati di Ceto, mwaxwCimbergo e mwax0Paspardo, risalendo il mwax4Pizzo Badile Camuno.

Entro marzo mwaya2008 è prevista la ripresa dei lavori del V lotto della mwayesuperstrada della Valle Camonica; essi congiungeranno Nadro e mwayiCapo di Ponte tramite una mwaymgalleria che verrà escavata al di sotto del Parco nazionale delle incisioni rupestri di Naquane.cite-ref-41[41]

Via Nazionale era il nome che aveva assunto la mwaykStrada statale 42 del Tonale e della Mendola nel territorio di Nadro prima che venisse aperta la nuova variante nel mwayo2005.

Nel 2013, dopo anni di trattative, è stato aperto il nuovo tratto della strada statale 42, localmente chiamata superstrada, fino a mwaywForno Allione.

Ferrovie

Il paese di Nadro è situato a circa due chilometri di distanza sia dalla stazione di mway8Ceto Cerveno, situata a sud, sia da quella del paese di mwazaCapo di Ponte posta più a nord.

La mwaziFerrovia Brescia-Iseo-Edolo, infatti, scorre lungo la parte bassa del paese, di fianco alla mwazmStrada statale 42 del Tonale e della Mendola, senza fare alcuna fermata.

Di questa linea esiste un sottopasso che congiunge le località Termen e Zurla, mentre vi sono due mwazupassaggi a livello: uno in località Giarelli, l'altro in via Alberto Tarsia.

Il tratto della mwazcFerrovia Brescia-Iseo-Edolo che unisce la frazione di Nadro e mwazgCapo di Ponte venne costruito all'inizio del mwazkXX secolo a strapiombo sul fiume mwazoOglio; il percorso fu ricavato demolendo i lastroni di mwazsarenaria della località Zurla, ricchi di mwazwincisioni rupestri.

Mobilità urbana

I mezzi pubblici che attraversano il territorio di Nadro sono gestiti delle linee mwaz8FNMAcite-ref-42[42] e mwa0qSAB Autoservizi;cite-ref-43[43] essi scorrono a fondo valle, lungo via Nazionale. Sono disponibili tre fermate a richiesta, ognuna delle quali distante circa venti minuti a piedi dal paese:

• all'incrocio tra via Alberto Tarsia e via Nazionale
• all'incrocio tra via Nazionale e mwa0wstrada provinciale 86 di mwa00Ono San Pietro
• in località Campagnelli.

Oltre le due società citate esiste una terza azienda locale, la Bonomi,cite-ref-44[44] che gestisce le tratte che dalla via Nazionale risalgono dalla mwa1qstrada provinciale 88 verso Nadro, mwa1uCeto, mwa1yCimbergo e mwa1cPaspardo. I viaggi in autobus di questa ditta sono concentrati soprattutto in orari scolastici.

Amministrazione

Nadro è una delle due frazioni (assieme a quella del mwa1oBadetto) del comune di mwa1sCeto, il quale sorge circa cinquecento metri più a mwa1wsud.

Tradizionalmente esiste una rivalità, molto comune tra i paesini della mwa14Val Camonica, tra gli abitanti di Nadro e quelli di Ceto. Si tramanda che un tempo non erano infrequenti gli scontri tra i giovani, con sassaiole e scambi di epiteti come mwa18Sbògia sùc ("sfonda zucche" in dialetto camuno) per quelli di Nadro, che a loro volta chiamavano mwa2aMàrtor quelli di Ceto.cite-ref-45[45]cite-ref-46[46]

Ancora oggi, per mantenere lo mwa2ostatus quo, vi è un tacito accordo per il quale si elegge un mwa2ssindaco di Ceto ed un mwa2wvicesindaco di Nadro.cite-ref-47[47]

Sport

Il polo sportivo è posto in posizione mwa3csud dell'abitato, lungo la mwa3gstrada provinciale 88 che conduce al comune di Ceto. Esso è composto da un campo da mwa3ktennis ed un campo di mwa3ocalcio, fornito di erba sintetica. Questo è il campo ufficiale della squadra giovanile di calcio del paese, chiamata FC Nadro.

Esiste anche un secondo campo di calcio, gestito dalla mwa3wparrocchia, posto sul lato settentrionale del paese. Il campo è mwa30a cinque in erba sintetica.

Note

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Voci correlate
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• Wikimedia Commons

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• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Nadro

Collegamenti esterni

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